GLI EVENTI DI FINE ART WEEK MILANO
I mercanti d’arte, in ultima analisi, sono i primi e più esigenti collezionisti, è con il loro lavoro di ricerca, studi e raccolta che cresce il collezionismo privato, molto spesso all’origine di grandi raccolte che ora sono patrimonio pubblico.
Gli eventi che Fine Art Week Milano propone, dalle opere eccellenti e scelte con la cura e la passione che contraddistingue il lavoro del gallerista alle rassegne dei Musei milanesi - alcuni nati proprio da avite collezioni private - ne sono un’egregia testimonianza. Indiscusse protagoniste della rassegna d’arte antica milanese sono, quindi, le venti piccole o grandi collezioni scelte con competenza e attenzione critica spaziando tra dipinti, disegni e scutlture. E’ un corpus di alto contenuto, articolato e composito per epoche e matrici culturali: dalle Città Stato dell’Italia Rinascimentale all’Europa delle grandi Monarchie, dalle Signorie all’Italia napoleonica… Venti momenti interessanti, tutti con la capacità di suscitare emozioni, tutti accomunati dall’idea di proporre una selezione tematica di opere con un comune denominatore: l’amore per il bello.
Ricerca e acquisizioni per chi opera nel mondo dell’arte sono costanti, i loro esiti modificano, anche nel breve intervallo che separa queste pagine dall’apertura delle mostre, le proposte dei venti Galleristi presenti. La nota che segue, scritta quindi in corso d’opera, è un excursus parziale ma che già evidenzia spunti per un fil rouge collezionismo sapiente e raffinato, da cui emergere l’alta qualità culturale e commerciale di questo nuovo, e vorremmo storico, appuntamento milanese.
Partiamo dalla Milano quattrocentesca con il Busto in terracotta di Francesco Sforza del fiorentino FILARETE (Antonio di Pietro Averlino 1400 ca – 1466) che sarà esposto da Altomani & Sons. Dal Signore di Milano al suo castello, con la Veduta dell’armata napoleonica accampata presso il Castello Sforzesco, uno splendido gessetto nero, penna, inchiostro, acquarello rinforzato a tempera del torinese PIETRO BARGETTI (1764 – 1831), presentata da Carlo Orsi. Ancora il corso, protagoniste questa volta sono le sue gesta nell’Allegoria napoleonica di ANDREA APPIANI (1754 – 1817), un elegante disegno a matita, carboncino, gessetto e tempera grigia, proposto da Orsini. Mentre sono acquarelli colorati con tracce di matita nera i pigmenti usati per la Veduta della città di Tivoli con il Tempio di Vesta dal pittore settecentesco romano BARTOLOMEO PINELLI (1781 – 1835) proposta, con altri disegni, da Enrico Cortona. Matita nera e rossa, invece, per la mano di PIETRO DA CORONA (1596 – 1669) che disegna, sul recto del foglio proposto da Minozzi la Testa di Leah e al verso il Tronco e braccio destro per uno dei fabbri di Vulcano. E la Bibbia ci porta da Leah a Betsabea al Bagno, un olio di LUCA GIORDANO (1634 – 1705) che sarà esposto da Caiati, mentre poco lontano da Cattai si potrà ammirare Cristo deriso, un grande olio su tela del fiammingo GERARD SEGHERS (1591 – 1651). Di grande impatto, non solo per le dimensioni, anche la tela ad olio di FRANZ VERVLOET (1795 – 1872), Regata sul Canal Grande, presentata da Canelli* nei locali di Nilufar. La stessa limpida luce veneziana si posa su Barche e barcaioli dipinti da LUCA CARLEVARIJS (1663 – 1730) che Salamon & Co affianca a una raccolta di disegni italiani. Atmosfera di giorno di festa per il dipinto ad olio La danza paesana che, in coppia con Pastori con gregge entrambi di GIUSEPPE ZAIS (1709 – 1784) e presentati da Silva, sono uno spaccato della vita contadina della campagna veneta.
L’asta di Old Master proposta da Christie’s comprenderà con ogni certezza un buon numero di paesaggi e vedute, tra i tanti ricordiamo il Paesaggio del bolognese VINCENZO MARTINELLI (1737 – 1807), un olio grande quasi quanto una intera parete.
Piccola, invece, è la tela Conchiglie e corallo bambù di PAOLUCCIO NAPOLETANO O DE FIORI (1671/19 – 1673) che Lodi espone in una rassegna dedicata interamente alla natura morta. Da Lampertico una selezione di dipinti antichi tra cui spicca per grazia ed eleganza l’Allegoria dell’amore incitore, un ovale ad olio del LEGNANINO (1660/61 – 1713/15).
Tra le venti rassegne anche opere per chi ama la ritrattistica a iniziare dal dipinto, presentato da Padovani, di PIETRO LABUZZI (1739 – 1805) Ritratto di Sir James Bland Burges, un olio su tela elegante quanto il baronetto e marshall di casa di Sua Maestà Giorgio III che è ritratto.
Come il precedente, è firmato anche il Ritratto di signora del viennese GUSTAV KLIMT, tratteggiato a matita nera, carboncino e gessetto bianco su carta beige, che è parte della rassegna di Pandora. Indiscusso protagonista della ritrattistica seicentesca SIR ANTHONY VAN DICK (1599 – 1641) è presente anche a Fine Art Week Milano, da Robilant + Voena, con il Ritratto di Lord Belasyee. Restiamo in Europa, ma appena oltre le Alpi, con Madonna in trono con Bambino, una scultura in legno policromo di mano di SCULTURE SALISBURGHESE (AUSTRIA 1330) presentata da Cesati, mentre rientriamo in Italia e facciamo il salto di un secolo con la coppia di Angeli portacero in legno policromo con tracce di doratura eseguita da un ARTISTA LOMBARDO DEL ‘400 presentata da Longari. Una coppia di sculture anche per Piva che, con Coppia di mori in marmi policromi di SANTI CASARINI, ci porta nelle dimore patrizie di fine Seicento, quando arte e collezionismo erano binomio assoluto.
Con la scultura avevamo aperto e chiudiamo con la scultura applicata all’oreficeria, un ambito in cui brilla lo splendido Tabernacolo del 1554, alto più di un metro e fuso a sbalzo, di BONCONTE DI ARGENTO DE’ BONCONTI DA CAMERINO esposto da Subert.
Tutto questo senza dimenticare l’importanza delle opere che i visitatori potranno vedere nei CINQUE MUSEI che hanno pensato di accompagnare,con mostre e visite guidate, Fine Art Week Milano in questa sua prima edizione.